FAQ
Frequently Asked Questions
Domande frequenti
Il Dottore risponde alle domande che spesso gli vengono fatte dalle persone interessate a un intervento.
Non doveste trovare la risposta che state cercando potete contattare direttamente il Dottore.
  Prima di decidere se sottopormi ad un intervento devo fare una visita medica?
La visita medica è di fondamentale importanza per un chiarimento efficace. Ogni paziente ha una sua situazione specifica e richieste proprie, solo incontrando un chirurgo plastico estetico specialista ed esperto la persona interessata sarà in grado di valutare serenamente la situazione e decidere in totale autonomia se intraprendere l'intervento estetico. Il miglior chirurgo plastico estetico è quello che non promette facili risultati, perciò le visite, oltre che necessarie al medico, sono importanti a non creare false aspettative nel paziente. Il risultato infatti dipende molto dalla situazione di partenza e questa è indubbiamente soggettiva.
Un buon chirurgo plastico ha al suo attivo una serie di interventi di cui può mostrare i risultati, nel visionarli i pazienti possono comprendere anzitutto il livello di professionalità del chirurgo che scelgono, inoltre spesso riescono ad immaginare al meglio il risultato.

Il dottor Cella esegue interventi in Lombardia e Liguria; riceve settimanalmente a Genova, Brescia e Salò.

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Quanto costa una rinoplastica?
I prezzi di una rinoplastica, come quelli di una rinosettoplastica, variano molto da persona a persona. La visita è perciò necessaria per poter avere un preventivo.


Le protesi sono veramente sicure?
Molte ricerche sono state effettuate recentemente per indagare sulla eventuale correlazione fra impianti mammari e malattie gravi nell’essere umano.
Riguardo alla sicurezza delle protesi sono ormai molti gli studi che tranquillizzano: è confermata l'importanza nella scelta dei materiali e del controllo delle protesi nel tempo, ma si può star tranquilli.
Le protesi di ultima generazione che usa il dottor Cella sono le migliori sul mercato, oltre ad offrire una resa molto naturale grazie al gel che contengono, sono anche altamente sicure.


Quanto costa una mastoplastica?
I prezzi delle mastoplastiche, si tratti di mastoplastica addittiva, additiva e sospensiva, solo sospensiva o riduttiva, variano molto dal tipo di intervento che si andrà ad intraprendere.
Un bravo chirurgo plastico non offre preventivi se non a seguito di accurata visita con il paziente.
Nel caso della mastoplastica addittiva, additiva e sospensiva, o comunque nel caso vadano utilizzate le protesi il dottor Cella sceglie materiali di prima qualità e soprattutto di ultima generazione, questo per offrire a massima sicurezza alla paziente e per riuscire ad avere un ottimo risultato in termini di estetica. Un buon chirurgo plastico infatti incoraggia la paziente a ricercare un risultato naturale che sia adeguato, in termini di armonia e proporzione, alla sua figura.


Se il mio “seno” oltre che vuoto, è anche rilassato e si appoggia sul torace, posso ugualmente sottopormi a questo tipo di intervento?
La risposta è un po’ complessa. Allo scopo di essere il più possibile sintetici e chiari sarebbe di grande aiuto disporre di disegni o fotografie che illustrano le diverse situazioni, indicando per ognuna le possibili soluzioni. A volte non è facile far capire alla paziente che con una protesi non si possono risolvere tutti i problemi delle mammelle, anche perchè spesso ha già avuto da qualcun altro “informazioni” scorrette. Il primo concetto da sottolineare è che se le mammelle si appoggiano sul torace, nella maggior parte dei casi è perchè la pelle non è in grado di sostenerle. Questo problema quindi non è solo legato allo svuotamento, ma anche all’inadeguatezza del “reggiseno cutaneo”. Di conseguenza molto spesso diviene necessario non solo riempire la mammella con una protesi, ma anche riposizionare i tessuti rilassati ed eliminare la cute in eccesso. Diventano quindi indispensabili cicatrici più ampie e di conseguenza più visibili. Soltanto il chirurgo, grazie alla sua esperienza e basandosi su precisi parametri, potrà decidere quando la sola protesi può bastare a correggere il difetto e quando invece sia più opportuno ricorrere ad una mastopessi. Talvolta sarà possibile offrire due o più opzioni fra le quali scegliere, che si baseranno su impianti di volume più grande, con la possibilità di ridurre l’estensione delle eventuali cicatrici o viceversa.


Se l’ecografia o la mammografia segnalano una mastopatia fibrocistica posso ugualmente sottopormi all’intervento di mastoplastica additiva?
La presenza di cisti nelle mammelle rappresenta un reperto comunissimo, privo di significato patologico. I fibroadenomi sono molto frequenti e senza connotazioni negative, ma meritano un controllo periodico specie dopo i 40-45 anni, che dopo la mastoplastica additiva può essere eseguito con un’ecografia oppure con una mammografia, utilizzando particolari tecniche. Nel caso di mastopatia fibrocistica è conveniente inserire le protesi nel piano retromuscolare, soprattutto per facilitare le indagini diagnostiche (compreso un eventuale agoaspirato).
Un fattore positivo è che, in genere, le donne portatrici di protesi sono più attente alla prevenzione, anche perchè seguite e sollecitate dal loro chirurgo estetico.


Se l’ecografia o la mammografia segnalano una mastopatia fibrocistica posso ugualmente sottopormi all’intervento di mastoplastica additiva? 
La presenza di cisti nelle mammelle  rappresenta un reperto comunissimo, privo di significato patologico. I fibroadenomi sono molto frequenti e senza connotazioni negative, ma meritano un controllo periodico specie dopo i 40-45 anni, che dopo la mastoplastica additiva può essere eseguito con un’ecografia oppure con una mammografia, utilizzando particolari tecniche. Nel caso di mastopatia fibrocistica è conveniente inserire le protesi nel piano retromuscolare, soprattutto per facilitare le indagini diagnostiche (compreso un eventuale agoaspirato). In genere le donne portatrici di protesi sono più attente alla prevenzione, anche perchè seguite e sollecitate dal loro chirurgo. 


Se il mio “seno” oltre che vuoto, è anche rilassato e si appoggia sul torace, posso ugualmente sottopormi a questo tipo di intervento? 
La risposta è un po’ complessa. Allo scopo di essere il più possibile sintetici e chiari sarebbe di grande aiuto disporre di disegni o fotografie che illustrano le diverse situazioni, indicando per ognuna le possibili soluzioni. A volte non è facile far capire alla paziente che con una protesi non si possono risolvere tutti i problemi delle mammelle, anche perchè spesso ha già avuto da qualcun altro “informazioni” scorrette. Il primo concetto da sottolineare è che se le mammelle si appoggiano sul torace, nella maggior parte dei casi è perchè la pelle non è in grado di sostenerle. Questo problema quindi non è solo legato allo svuotamento, ma anche all’inadeguatezza del “reggiseno cutaneo”. Di conseguenza molto spesso diviene necessario non solo riempire la mammella con una protesi, ma anche riposizionare i tessuti rilassati ed eliminare la cute in eccesso. Diventano quindi indispensabili cicatrici più ampie e di conseguenza più visibili. Soltanto il chirurgo, grazie alla sua esperienza e basandosi su precisi parametri,  potrà decidere quando la sola protesi può bastare a correggere il difetto e quando invece sia più opportuno ricorrere ad una mastopessi. Talvolta sarà possibile offrire due o più opzioni fra le quali scegliere, che si baseranno su impianti di volume più grande, con la possibilità di ridurre l’estensione delle eventuali cicatrici o viceversa.



Ma quanto durano veramente le protesi?  
Non è possibile dare una risposta precisa a questa domanda, perchè le variabili in gioco sono numerose. Ogni tipo di impianto ed ogni persona fa storia a sè. Certamente le ultime generazioni di protesi sono più robuste e quindi destinate a durare più a lungo dei vecchi modelli. Mediamente è dopo una decina d'anni che si consiglia di sostituire le protesi.
Il cambiamento della protesi di solito si può effettuare per una o entrambe le protesi sono state danneggiate, o  per un’ulteriore variazione di taglia, oppure semplicemente perchè la paziente si sente più tranquilla con un nuovo impianto.
Va anche detto che l'intervento di sola sostituzione è veloce.


In quali occasioni gli altri possono notare che c’è qualcosa di innaturale nel mio petto?
E’ veramente difficile notare l’opera del chirurgo estetico esperto; a parte in caso di eccessiva magrezza o di indurimento, oppure quando la protesi è stata collocata in un piano scorretto (tipicamente retro-ghiandolare anzichè retro-muscolare).
Chi ha la protesi dietro al muscolo deve però cercare, se possibile, di evitare di contrarre i pettorali, altrimenti le protesi vengono spinte verso l’alto ed assumono un aspetto decisamente innaturale. Il tipico esempio è quando si vuole uscire dalla piscina senza utilizzare la scaletta, ma appoggiandosi con le braccia al muretto perimetrale e caricando tutto il peso del corpo su bicipiti e pettorali: così facendo il petto sale in maniera innaturale finchè si mantiene quella posizione-



Il fumo può dare problemi in questo genere di interventi?  
Purtroppo il fumo determina una serie di danni all’organismo, che non sono limitati all’apparato respiratorio, ma riguardano anche il sistema cardiocircolatorio, quello nervoso, la pelle, ecc. ecc.. Di conseguenza se fumiamo le condizioni generali del nostro corpo sono già in partenza meno sane del normale. Per quanto riguarda un intervento chirurgico di questo genere, in un certo senso superfluo, è ovvio che si debbano ridurre al minimo i fattori di rischio. Ogni sigaretta fumata significa vasocostrizione periferica per almeno 5 minuti. In altre parole la nicotina contenuta in ogni sigaretta determina un restringimento di quei piccoli vasi sanguigni che dovrebbero invece essere ben dilatati per portare ossigeno e nutrimento ai tessuti in via di ricostruzione e guarigione. Ovvio quindi che meno si fuma, meglio si guarisce....! Sarebbe saggio non fumare affatto almeno per un mese prima e per un mese dopo l’intervento.


Mettendo le protesi potrebbero venirmi delle smagliature?  
Teoricamente sì, perché la pelle è sottoposta ad uno stiramento e quindi si potrebbe ”rompere”, formando smagliature. In pratica è eccezionale vedere questa complicazione, perché quando si sceglie la dimensione della protesi il medico valuta anche l’elasticità cutanea e, di conseguenza, consiglia di usare una protesi adatta alla specifica situazione.  Anche in questo caso un minor volume comporta minori problemi!



E’ vero che si rischia di perdere la sensibilità del capezzolo e dell’areola?  
Si, è vero, ma bisogna essere proprio sfortunati, perché l’insensibilità permanente riguarda solo lo 0,5 % delle operate, con una frequenza leggermente maggiore se si sceglie l’incisione lungo l’areola. Nella stragrande maggioranza dei casi, dopo un possibile periodo iniziale di riduzione o, talvolta, di aumento della sensibilità, tutto torna normale nel giro di pochi mesi. Se è il caso, il medico consiglierà una terapia a base di vitamina B.



Quanto tempo devo restare senza avere rapporti sessuali?  
Se non ci sono complicazioni di alcun genere, dopo circa una settimana si può riprendere l’attività sessuale, invitando però il partner ad usare delicatezza con le mammelle appena operate, che comunque avranno le cicatrici coperte da un cerottino.


Il mio futuro partner si può accorgere che mi sono fatta inserire degli impianti nelle mammelle?  
Se non vi sono contratture (indurimenti) e se la paziente non è eccessivamente magra, non è facile capire per i  “non addetti ai lavori” che dietro alla mammella è stata inserita una protesi, perchè la consistenza è effettivamente molto naturale. Bisogna ricordare che il gel “morbido” tradizionale rende la mammella operata più simile, alla palpazione, a quella di una donna adulta, mentre il gel “coesivo”, più denso, la avvicina di più a quella appena sbocciata di un’adolescente. 


E’ vero che le mammelle diventano fredde con le protesi?  
La presenza di retrazione capsulare (il fenomeno che causa l’ indurimento), specie se grave, potrebbe determinare una riduzione locale dell’irrorazione sanguigna e, di conseguenza, una riduzione della temperatura della mammella. Lo stesso potrebbe verificarsi nel caso il pannicolo adiposo sottocutaneo fosse troppo sottile (poco grasso).


Le mammelle muoveranno in maniera naturale?  
Con il tempo le mammelle operate di solito tendono a muoversi con naturalezza, anche se ci sono delle differenze, secondo il tipo e la posizione dell’ impianto. Ad un estremo ci sono le protesi “tradizionali” in posizione retroghiandolare, già piuttosto mobili sin da subito dopo l’intervento, e all’altro le protesi “anatomiche” inserite sotto al muscolo, all’inizio decisamente più rigide. 


Ci sono rischi se faccio immersioni subacquee o viaggi in aereo con le protesi mammarie?  
Contrariamente a quanto riportato dalle “leggende metropolitane”, nessun problema né per l’aereo  né per le immersioni. La variazione di pressione, specie durante le immersioni profonde, potrebbe causare la formazione  transitoria  nelle protesi di bollicine, che talvolta si avvertono come un lieve gorgoglio, che sparisce spontaneamente entro un paio di giorni.



Quali sono la minima e la massima età  per sottoporsi ad una mastoplastica additiva?  
Non esiste un vero e proprio limite di età per questo intervento: l’importante è che l’indicazione sia corretta,  le condizioni di salute siano idonee e la pelle sia adeguatamente elastica. E’ anche indispensabile che lo sviluppo sia presumibilmente terminato. Quindi è preferibile che siano passati almeno 6-7 anni dal primo mestruo e che le mammelle non abbiano più subìto aumenti di volume da almeno 2 anni.


Si possono avere altre gravidanze e allattare dopo essersi sottoposte a mastoplastica additiva? 
Non vi è alcun dubbio che anche con impianti mammari si può procreare (potrebbe persino essere uno stimolo in più...!). Bisogna però considerare che durante la gravidanza e l’eventuale successivo allattamento il volume delle mammelle spesso aumenta in maniera cospicua. Dopo il parto e l’allattamento si assiste invece ad una sua riduzione, talvolta sino ad una vera e propria atrofia post-gravidica. E’ chiaro che queste variazioni di taglia possono determinare una diminuzione dell’elasticità cutanea, che può sfociare in un rilassamento più o meno marcato, con perdita quindi almeno parziale del buon risultato estetico conseguito con l’intervento. Naturalmente in quei casi il peggioramento estetico si verifica indipendentemente dalla presenza della protesi, che per certi versi ne riduce l’entità. L’allattamento è generalmente possibile, a patto che la ghiandola fosse in grado di funzionare prima dell’intervento. Le più recenti ricerche hanno permesso di stabilire che la quantità di silicone nel latte delle mamme portatrici di protesi è sostanzialmente uguale a quella delle mamme senza protesi. Sembra  che sia inferiore persino a quella del latte bovino di uso comune e del latte artificiale. Occorre però segnalare che l’allattamento si accompagna con discreta frequenza a mastiti, cioè ad infiammazioni/infezioni del sistema ghiandolare di produzione del latte. In tal caso è indispensabile assumere ai primi sintomi antibiotici in quantità efficace, onde evitare che tale situazione determini poi anche una contrattura della capsula periprotesica, con il conseguente indurimento delle mammelle.   



Quando potrò rimettere un reggiseno col ferretto o un push up?  
E’ preferibile attendere almeno un paio di mesi prima di indossare reggiseni con scheletro rigido, specie in metallo, perchè il “ferretto” poterebbe lasciare un’ impronta netta nel tessuto ancora edematoso dopo l’intervento. Questa depressione potrebbe marchiare la parte inferiore della mammella per lungo tempo. Il “push up” non deve essere usato se non dopo l’alloggiamento definitivo delle protesi, quindi almeno tre mesi dopo l’intervento, specie se sono state inserite nello spazio retromuscolare. Inizialmente di solito è infatti necessario cercare di contrastare il muscolo, che contraendosi tenta di spingerle verso l’alto, con l’ausilio di una fascia che comprima la parte superiore del petto. 


Dopo quanto tempo posso tornare in palestra o fare attività fisica pesante di altro tipo?  
Per circa 2 settimane conviene astenersi completamente da ogni attività sportiva, poi è possibile riprendere gradualmente ginnastica e sport. Nel caso le protesi siano state inserite dietro al muscolo è preferibile evitare gli esercizi che riguardano braccia e parte superiore del torace per almeno 2 mesi. Ideale sarebbe poi evitare definitivamente ogni attività fisica che comporti la contrattura intensa dei muscoli pettorali, come, ad esempio, il body-building con i pesi per le braccia.



Dopo quanto tempo posso fare il bagno e/o la doccia? Quanto devo attendere prima di espormi al sole o fare una lampada?  
Generalmente si può fare la doccia o il bagno quando la ferita è  ben chiusa, cioè  circa 15 giorni dopo l’intervento. In tutti i casi è meglio avere prima l’autorizzazione del medico, che valuterà attentamente la situazione. Per quanto riguarda sole e lampade è preferibile aspettare almeno 6 mesi prima di esporre le cicatrici, per evitare che diventino troppo scure, specie se l’areola ha una colorazione piuttosto tenue. Viceversa è possibile esporsi agli ultravioletti anche dopo un mese indossando il reggiseno, a patto che i lividi siano spariti.


Quali sono i prezzi di un lifting del volto?
Un bravo chirurgo plastico non propone preventivi senza aver avuto la possibilità di ascoltare i pazienti né verificato lo stato delle cose. Un buon chirurgo sa infatti che ogni paziente rappresenta un caso a sé e solo ad una visita, e con il dialogo medico paziente, stabilisce le linee di intervento migliori.


Chirurgia del volto
Lifting cervico facciale
Lifting medio facciale mini-invasivo
Blefaroplastica
Lifting temporale
Rinosettoplastica - Rinoplastica
Otoplastica
Mentoplastica
Lipofilling del volto
Correzione delle deformità delle labbra
Interventi al volto durante il Congresso Internazionale: Facial Ageing Contour Enhancement
 
Chirurgia del seno
Mastoplastica additiva
Aumento del seno con lipofilling
Mastoplastica sospensiva
Mastoplastica additiva e sospensiva
Mastoplastica riduttiva
Asimmetria mammaria
Sostituzione protesi mammarie
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Chirurgia Plastica: Teaching con Live Surgery
 
Chirurgia del corpo
Liposuzione - Liposcultura
Addominoplastica
Lifting delle braccia
Lifting delle cosce interne
Aumento dei glutei
Chirurgia estetica dei genitali femminili
 
Medicina estetica
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